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Al via la campagna "zero-zero-cinque" Stampa E-mail

Parte la campagna "zero-zero-cinque: una piccola tassa contro la speculazione, una grande risorsa per tutti". I tempi per una tassa sulle transazioni finanziarie sono maturi ed è questo uno degli strumenti che possono servire per uscire dalle crisi globali, finanziando uno sviluppo che sia realmente sostenibile e distribuito, a partire da tutte quelle politiche e impegni che gli Stati si sono presi (nei vertici dell'Onu da Rio sull'Ambiente agli Obiettivi di Sviluppo del Millennio) e che non hanno la volontà politica per metterli in atto.  La coalizione italiana Social Watch promuove questa campagna, insieme a molte altre reti e organizzazioni della società civile. Firma l'appello su: www.zerozerocinque.it

La proposta di introdurre una mini-tassa su tutte le transazioni finanziare, in modo da poter contemporaneamente aginare le speculazioni e finanziare politiche sociali, ambientali e di cooperazione. 

 

La tassa – di importo molto contenuto compreso tra lo 0,01 e lo 0,1 per cento di ogni transazione – potrebbe finanziare politiche sociali ed ambientali efficienti e necessarie nei Paesi sviluppati e ridare ossigeno alla cooperazione internazionale per lo sviluppo dei Paesi del Sud mondo, vittime di una crisi della cui genesi non hanno alcuna responsabilità.

Tasse di questo tipo già esistono in alcuni Paesi e l’idea di adottarle su scala globale si sta facendo sempre più strada tra i leader di molti Paesi Europei e non solo. Si stima che tassando dello 0,05% (un valore intermedio nella forbice tra le proposte più severe che puntano allo 0,1 e le più morbide che propongono lo 0,01) ogni compravendita di titoli e strumenti finanziari nella sola UE si potrebbe registrare un gettito tra i 163 e i 400 miliardi di dollari annui, mentre a livello mondiale il gettito sarebbe compreso tra 400 e 946 miliardi di dollari l’anno.  Cifre importanti, che permetterebbero agli Stati di colmare gradualmente quelle voragini che si sono aperte nei conti pubblici con i salvataggi delle grandi banche e con le misure di sostegno all’economia rese necessarie per contrastare la pesante crisi economica provocata dagli eccessi della finanza speculativa (secondo stime recenti del Fondo Monetario Internazionale il costo globale della crisi avrebbe raggiunto i 13.620 miliardi di dollari a livello globale).

Il gettito di una piccola tassa sulle transazioni finanziarie potrebbe permettere agli Stati di avere risorse a disposizione per attuare politiche sociali, ambientali e di cooperazione internazionale efficaci ed efficienti e più che mai necessarie visto l’elevatissimo costo sociale della crisi.

«Non solo – spiega Andrea Baranes, ricercatore della Campagna per la Riforma della Banca Mondiale e di Social Watch - la tassa sulle transazioni finanziarie sarebbe anche un ottimo strumento per permettere alla politica di regolamentare i mercati finanziari. Una tassazione dello 0,05%, infatti, non scoraggerebbe certo quegli investitori che operano sui mercati con ottica di lungo periodo e che mettono i propri risparmi a disposizione di aziende che operano nel mondo dell’economia reale. Essa sarebbe tuttavia un valido deterrente per chi usa la finanza solo per speculare: quegli operatori che comprano e vendono strumenti finanziari centinaia o anche migliaia di volte in un giorno, rendendo i mercati instabili e volatili, sarebbero costretti a pagare lo 0,05%  su ogni transazione». ??«Il ricorso imponente alla finanza speculativa da parte delle grandi banche d’affari  è diventato elemento prevalente rispetto al ruolo di sostegno al lavoro, alle famiglie  e allo sviluppo. Il sistema finanziario ha creato un evidente squilibrio economico con un rischio che è stato caricato alla collettività, ai contribuenti – sottolinea Maurizio Petriccioli, segretario della Cisl - che ancora una volta sono stati chiamati ad intervenire per salvare le stesse banche. La tassa sulle transazioni finanziarie di carattere speculativo avrebbe il pregio – come affermato dall’economista Paul De Grauwe – di far pagare un prezzo assicurativo contro tale rischio. Ne sosteniamo con forza l’introduzione per investire in coesione sociale, nel lavoro e per contrastare la povertà».

Zero Zero Cinque lancia dunque un appello e invita a firmarlo: le firme raccolte saranno inoltrate al Governo Italiano e in particolare al ministro dell’Economia On. Giulio Tremonti per chiedergli di farsi promotore, a livello nazionale e in tutte le sedi internazionali appropriate, dell’introduzione di una Tassa sulle Transazioni finanziarie.

 
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