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Audizione Commissione Diritti Umani (26 Febbraio 2009) Stampa E-mail

Legislatura 16º - Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani (Senato)

[ ascolta la registrazione audio della seduta ] [Scheda e resoconto sul sito del Senato]


Seguito dell'indagine conoscitiva sui livelli e i meccanismi di tutela dei diritti umani, vigenti in Italia e nella realtà internazionale: audizione di Jana Silverman, segretario internazionale del Social Watch; Jason Nardi, coordinatore della Coalizione italiana Social Watch; Sabina Siniscalchi rappresentante della Fondazione Culturale Responsabilità Etica; Antonio Tricarico,  rappresentante della Campagna per la Riforma della Banca Mondiale.   

Prosegue l'indagine conoscitiva in titolo, sospesa nella seduta del 10 febbraio scorso.
Il presidente MARCENARO ringrazia i rappresentanti del Social Watch per avere accettato di partecipare alla seduta odierna che, purtroppo, in considerazione della convocazione della seduta d'Aula alle 15,30 potrà avere solo una durata ridotta.

La dottoressa Sabina SINISCALCHI, della Fondazione Culturale Responsabilità Etica, nel ringraziare per l'opportunità offerta dalla Commissione ricorda come il Social Watch sia nato come network di organizzazioni impegnate per i diritti umani nel 1995, un anno di particolare importanza, legato al summit sullo sviluppo sociale di Copenaghen ed alla conferenza di Pechino sugli obiettivi del millennio. Il network parte dal presupposto che i diritti sociali, economici e culturali debbano avere la stessa dignità dei diritti politici ed anzi che vada sottolineata la stretta connessione tra i secondi e i primi e si occupa di monitorare il rispetto degli impegni assunti dagli Stati in sede internazionale in materia di diritti umani.

La dottoressa Jana SILVERMAN, Segretario internazionale del Social Watch, nel descrivere la rete di organizzazioni di cui è rappresentante, sottolinea come riunisca ben 70 paesi. L'attività del network assume che le cause della povertà nel mondo siano da ricondurre alla negazione dei diritti economici e sociali sanciti dalle convenzioni internazionali. L'attuale crisi economica e finanziaria rischia di aggravare il mancato rispetto da parte dei singoli paesi di tali diritti e colpisce essenzialmente i soggetti più deboli, in primo luogo le donne. A breve termine occorrerà intervenire sui meccanismi che regolano il mercato. La crisi attuale discende infatti da una mancata o insufficiente regolamentazione e acuisce i processi preoccupanti di impoverimento di molti paesi. Una stima dell'ILO dice che in molti paesi si  è ridotta la quota del prodotto interno lordo relativo a stipendi e salari ed è aumentata la quota dei redditi provenienti da rendite di capitale. Per affrontare l'insieme di queste delicate questioni Social Watch ha presentato una proposta in dieci punti alla commissione di Joseph Stiglitz sulle riforme del sistema economico e finanziario globale.

Il dottor Antonio TRICARICO, della Campagna per la Riforma della Banca Mondiale, sottolinea come la crisi economica e finanziaria in atto non debba costituire una scusa per non adempiere agli obblighi assunti in sede internazionale. Non può essere dimenticato che la crisi trova la sua origine in un deprecabile processo di finanziarizzazione  dell'economia, che ha finito per investire anche le spese sociali, come dimostra il fenomeno della concessione dei mutui subprime negli Stati Uniti in assenza di una politica di edilizia popolare. A ciò si aggiunge, come ha messo in evidenza il recente summit di Barcellona, il fenomeno della fuga dei capitali dai paesi poveri verso i paesi ricchi del mondo, che aggrava la situazione dei primi. Una condizione di estrema gravità messa in evidenza, nei mesi scorsi, dal rapporto presentato dal rappresentante speciale sul diritto al cibo dell'Onu, Olivierr De Shutter. Ricorda come proprio questa settimana, su iniziativa - tra gli altri - di Egitto e Brasile il Consiglio dei diritti umani di Ginevra ha approvato una importante risoluzione  con la quale si richiamano i paesi ricchi al rispetto degli impegni nei confronti dei paesi poveri, risoluzione rispetto alla quale l'Italia e i paesi europei si sono astenuti. Ci si attende invece molto dall'Italia, il cui approccio multilaterale alle grandi questioni internazionali, può dare un contributo importante alla soluzione di problemi difficili, come il ripensamento del ruolo della Banca Mondiale e del Fondo Monetario internazionale. Ricorda infine come nel 2010 l'Italia sarà oggetto di osservazione del Consiglio dei diritti umani e sarà quello il momento per una verifica approfondita del rispetto dato dal governo agli impegni presi in materia di diritti umani.

Il dottor Jason NARDI, coordinatore della Coalizione italiana Sociale Watch,  sottolinea come vada registrata l'insufficienza del Prodotto interno lordo come indicatore per misurare il benessere di una comunità. Anche in Italia, adoperando indicatori diversi, l'impegno per i diritti umani si dimostra in crisi, con tagli effettuati alle spese sociali, per i giovani e per la famiglia. In questo senso, in tutto il mondo, occorre un impegno serio che vada oltre il salvataggio degli istituti bancari in crisi.

Il senatore DELLA SETA (PD) chiede se risulti al Social Watch che dall'inizio della attuale crisi economica vi sia stata una riduzione degli aiuti allo sviluppo da parte dei paesi ricchi e se abbia riscontrato una minore attenzione nella costruzione delle partnership commerciali ai profili legati ai diritti umani.

Il senatore PERDUCA (PD) sottolinea, rispetto alla questione delle partnership e dei diritti umani, come recentemente l'Italia abbia siglato un importante trattato con la Libia, che certo non brilla per il suo impegno in favore dei diritti fondamentali della persona. Chiede se i responsabili del Social Watch presenti siano convinti che i dieci punti presentati alla commissione Joseph Stiglitz siano coerenti all'intento che si propongono specie con riferimento al ruolo della Banca Mondiale e del Fondo Monetario Internazionale nel rapporto con le Nazioni Unite, il G8 e il G20.

La senatrice CONTINI (PdL) chiede se il Social Watch sia in contatto con il gruppo di lavoro costituito presso il Ministero degli Affari Esteri e se, in questo contesto, abbia presentato proposte specifiche.

Il dottor Antonio TRICARICO, della Campagna per la Riforma della Banca Mondiale, replica che la crisi ha inciso in modo diverso sugli aiuti allo sviluppo dei singoli paesi. Gran Bretagna e Germania, ad esempio, hanno rispettato gli impegni presi. Per gli altri paesi bisognerà attendere i prossimi mesi. Per quanto riguarda la Banca Mondiale e il Fondo Monetario Internazionale occorrerebbe che i paesi che reclamano un ruolo maggiore nella gestione delle due importanti istituzioni fossero disposti al contempo a farsi esaminare con maggiore severità su terreno del rispetto dei diritti fondamentali dell'uomo. E' in questa cornice che va inserita la revisione del rapporto tra Banca Mondiale, Fondo Monetario Internazionale da un lato e Nazioni Unite, G8 e G20 dall'altro.

La dottoressa Jana SILVERMAN, Segretario internazionale del Social Watch, esprime in conclusione l'auspicio che i governi, nonostante la crisi economica in atto, rispettino gli impegni assunti in sede internazionale assicurando piena tutela ai soggetti deboli che vivono nelle rispettive comunità.

Il presidente MARCENARO ringrazia le personalità audite ed i senatori per la loro partecipazione ai lavori odierni
 
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