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Si è svolto a Napoli il 27 e 28 novembre, nella splendida cornice del Maschio Angioino il Forum Società Civile: verso il 2010, anno europeo della lotta alla povertà e all´esclusione sociale. I lavori della manifestazione, organizzata dalla Rappresentanza in Italia della Commissione Europea in collaborazione con il Comune di Napoli e la Regione Campania, sotto l´Alto Patronato del Presidente della Repubblica, si sono aperti con i saluti delle istituzioni cittadine e gli interventi di Lucio Battistotti, Direttore della Rappresentanza in Italia della Commissione Europea, e di esponenti di spicco come Ludo Horemans, Presidente European Anti Poverty Network, Gianni Pittella Vice Presidente del Parlamento Europeo, Crescenzio Sepe Arcivescovo di Napoli, Guy Standing dell´Università di Bath e Vice Presidente di Basic Income Earth Network e, infine, Antonio Tajani Vice Presidente della Commissione Europea.
Nel pomeriggio i lavori si sono diversificati in 4 sessioni di approfondimento su quanto previsto dalla Strategia di Lisbona di 10 anni fa, e su tematiche apparentemente slegate tra loro ma profondamente correlate: la carta dei diritti umani ed il riconoscimento del diritto alla cittadinanza, all´appartenenza, la prevenzione alla violazione, alla privazione ed all´esclusione alla fruizione di tali diritti, il diritto all´immigrazione e all´integrazione, il diritto ad un alloggio adeguato e, infine, le dimensioni della povertà in Europa e la globalizzazione, causa di un progressivo impoverimento di intere aree geografiche e fenomeno strettamente connesso ai sistemi -economico - finanziari - commerciali mondiali.
Due giorni come occasione, quindi, di un dialogo aperto ed un confronto tra società civile ed istituzioni nazionali, internazionali ed il mondo accademico, un incontro dal quale è emerso un intento univoco per tutti gli attori del Forum e cioè : meno chiacchiere e più proposte di azioni concrete da intraprendere, concordando competenze e strategie di lavoro seguendo una condotta di monitoraggio delle iniziative in corso e operando nuove scelte come eventuali correttivi per ottenere i risultati prefissati.
povertaL´anno 2010 segnerà, dunque, una svolta per la Commissione Europea sulla povertà e l´esclusione sociale e sembra che le intenzioni della Commissione siano già molto chiare. Innanzi tutto render noto alla società civile la situazione in Europa e nel mondo con campagne di informazione e di coinvolgimento su tutti i processi che provocano questi due fenomeni : diritto delle donne ad una sessualità consapevole e quindi diritto ad una scelta libera di una maternità sana in base a parametri equi di sostenibilità per le nuove nascite; da qui il diritto alla salute e all´assistenza sanitaria, lotta all´AIDS, il diritto all´ alfabetizzazione degli adulti e diritto all´istruzione dall´asilo all´università, diritto alla conoscenza ed alla partecipazione ai processi evolutivi della propria comunità.
Tutto ciò non può prescindere da un diritto di conoscenza che ci porti oltre i confini dell´Europa, la conoscenza di quanto stia accadendo nel resto del mondo per la sopravvivenza alimentare dei popoli, visto che la maggior parte dei prodotti sono importati o esportati seguendo percorsi e flussi economico-commerciali lontani da ogni logica.

Nella sessione dedicata alla green economy interessanti sono stati gli interventi di Simone Vannuccini, Presidente Gioventù Federalista Europea che, prendendo spunto da un assunto di Guy Standing nella presentazione della mattina, ha evidenziato una questione di micro povertà legata alla quotidianità di fasce di popolazione sempre più larghe e una questione di macro povertà, legata alla globalizzazione. Senza un cambiamento strutturale del mondo, insomma, non si può risolvere il problema dell´approvvigionamento delle risorse necessarie alla sopravvivenza dei popoli. “E´ una follia - continua Vannuccini - pensare di continuare a regolare l´economia europea in sottomissione all´egemonia imperialista degli USA, beneficiando o soffrendo a seconda dell´andamento economico finanziario d´oltreoceano. Ma è pur vero che oggi assistiamo ad un nuovo imperialismo, quello della Cina che va ad investire in Africa, le cui conseguenze potrebbero essere disastrose per l´Europa stessa.”

La lotta alla povertà passa anche dalla sicurezza alimentare, come sostiene Cinzia Scaffidi Direttore Centro Studi Slow Food, che punta il dito su “globalizzazione = povertà”; è vero ciò, ma è pur vero che la globalizzazione ci ha svelato dove e come la povertà si stia diffondendo. I centri sociali e di distribuzione di cibo nelle città europee sono sempre più affollati, e non solo dai cosiddetti “poveri” ma anche ed in numero crescente da famiglie a reddito basso, che non riescono ad arrivare a fine mese. Quella piccola imprenditoria diviene, dunque, due volte vittime di un sistema di sperequazione delle risorse finanziare concesse a quel paese. I governi, e quindi la politica, aiutano solo i complessi industriali, quelli, cioè, che contribuiscono al PIL, che creano finta ricchezza, e non incentivano la piccola agricoltura. Lo scenario attuale delinea una sempre maggiore concentrazione di approvvigionamento di cibo dai mega-supermarket o consorzi alimentari; soffrono i piccoli agricoltori, i piccoli allevatori, i panificatori artigianli, i piccolo rivenditori. Questa politica determina un abbandono graduale dei piccoli lavoratori in campo agricolo-alimentare della propria attività ed un´assenza totale delle nuove generazioni. L´abbandono della terra lascia, di conseguenza, spazio alla cementificazione, a nuovi impianti industriali, causa, quest´ultimi, del riscaldamento del globo, causa di squilibri idro-geologici, entrando, così, in un loop senfa fine di catastrofi ambientali concatenate.
NAPOLIAltro punto da evidenziare è l´eccesso di cibo e risorse che i processi industriali generano e le conseguenti esportazioni forzate di prodotti verso paesi che quei prodotti li producono in casa. La proposta lanciata da Slow Food all´ Unione Europea è, dunque, quella di incentivare l´alimentazione a Km.0; ma per arrivare a ciò c´è bisogno di formare una nuova classe di agricoltori e di consumatori che non si affidino alle semenze ogm, cedendo ad una bieca logica di crescita e vendita di ogni alimento tutto l´anno ma che, seguendo i cicli naturali dei prodotti, educhino il consumatore ad una alimentazione più sana. Il consumatore diviene così co-produttore di quel prodotto contribuendo a preservare la tradizione della sua terra e a costruire una comunità più sostenibile. Un altro ostacolo da superare è l´eccessiva burocrazia imposta ai piccoli agricoltori che non possono rispettare normative pensate per le grandi produzioni
industriali; un sistema di leggi e norme che li pone in una posizione di svantaggio e che alla lunga, ma neanche poi tanto lunga, necessariamente provoca l´ abbandono dell´attività e che, ancora una volta, non invita i giovani ad avvicinarsi all´agricoltura.

Seguono gli interventi di Yves Gazzo, Capo della Delegazione Europea presso la FAO che fornisce una mappa degli scambi commerciali tra i paesi maggiori produttori di risorse alimentari, e di Christine Weise di Amnesty International organizzazione che, nata per affermare i diritti civili e politici, ora è impegnata anche a far valere i diritti economici, sociali ed umani, che sono, poi, interdipendenti. La richiesta di Amnesty alla Unione Europea è quella di far valere i diritti della Carta di Nizza e la Convenzione di Lisbona con particolare attenzione a spezzare la catena di povertà e agevolare l´ esercizio dei propri diritti: laddove esiste povertà si è privati del diritto all´assistenza sanitaria, del diritto di un alloggio adeguato, all´istruzione. Questa interdipendenza tra diritti e povertà è da interrompere a qualsiasi condizione se si vogliono raggiungere gli obiettivi di sviluppo del Millennio.

Chiude la sessione pomeridiana sulla green economy Jason Nardi, Coordinatore della coalizione italiana di Social Watch che al quesito posto da Yves Gazzo “Quanti soldi abbiamo da stanziare a favore di questi provvedimenti?” pone l´accento sull´inutilità di fare la carità ai paesi bisognosi. “Piuttosto, suggerisce Jason Nardi, c´è bisogno di una tracciabilità dei fondi veri, concreti, da stanziare. La maggior parte delle sovvenzioni e delle azioni in sostegno di tali politiche di sostenibilità vengono affrontati con soldi virtuali, cioè con risorse che ci saranno una volta creato lo sviluppo in quel paese. Questo meccanismo provoca solo altra povertà, in quanto, se le aspettative di sviluppo non sono rispettate o se intervengono altri fattori che spostano eventuali utili accumulati in altre aree geografiche del mondo, quello stesso paese sarà in debito verso i governi erogatori di quei fondi, creando, così, un aumento del debito pubblico e conseguentemente, nuova povertà. Nella seconda giornata del Forum si è svolta la tavola rotonda sul tema “Proposte in vista dell´anno europeo” moderata da Giampiero Gramaglia, già Direttore Responsabile ANSA e Consigliere Istituto Affari Internazionali. Gli interventi dei partecipanti alla tavola hanno posto in evidenza dati e numeri : 65 milioni di persone disabili in Europa, come espone Giampiero Griffo - European Disability Forum, sollecitando la Commissione Europea a rispettare i diritti umani dei meno abili, la povertà senza confini europei come asserito da Marta Guglielmetti - Referente per l´Italia della Campagna ONU per gli obiettivi del Millennio, che invita non solo l´ Unione Europea ma tutti i governi del mondo a intraprendere un cammino unitario per sconfiggere le povertà del mondo.

http://www.lsdmagazine.com/a-napoli-il-forum-societa-civile-verso-il-2010-per-la-lotta-alla-poverta-e-allesclusione-sociale/3802/
 
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